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Domenica, 21 ottobre 2018
AZIONE DIRETTA DEL SUBVETTORE CONTRO IL COMMITENTE

 

AZIONE DIRETTA DEL SUBVETTORE NEI CONFRONTI DEL COMMITENTE NEL CONTRATTO DI TRASPORTO ALLA LUCE DELLA RECENTE SENTENZA TRIBUNALE DI VICENZA, SENTENZA N. 1454 DEL  30 GIUGNO 2016.

 

 

Interessante sentenza pronunciata dal Tribunale Vicentino in materia di AZIONE DIRETTA del sub-vettore nei confronti del committente, ai sensi dell’art. 7 ter D.Lgs. n. 286 del 2005.

IL CASO: Una società, non avendo ottenuto il pagamento dei servizi di autotrasporto in conto terzi, eseguiti quale sub-vettore, su incarico del vettore contrattuale, a loro volta commissionati da altra società, al fine di conseguire il corrispettivo dovuto dall’originaria committente, si rivolgeva al Tribunale di Vicenza avendo interesse ad una pronuncia che, in applicazione dell’art. 7 ter D.LGS n. 286 del 2005, accertasse e dichiarasse la responsabilità solidale della società committente del servizio di autotrasporto conto terzi eseguito dalla società attrice, per il credito da lei vantato nei confronti del vettore e, per l’effetto la condannasse al pagamento della somma di €. 7.008,8, oltre agli interessi calcolati ex D.Lgs. 231/2002.

La società committente convenuta in giudizio, non si costituiva e veniva, pertanto, dichiarata contumace.

La causa, istruita in via documentale, veniva decisa con sentenza ex art. 281 – sexies c.p.c.

Il Giudice adito, a conclusione del giudizio, accoglieva la domanda proposta dall’attore ritenendola fondata nel merito e, accertata la responsabilità solidale, ai sensi dell’art. 7 ter D.Lgs. 286/2005, del primo vettore e della società committente convenuta, condannava quest’ultima a pagare all’attrice (sub-vettore) il credito maturato nella misura accertata.

Il Tribunale di Vicenza in particolare, nella pronuncia esaminata, ha ritenuto ricorressero nella fattispecie sottoposta al suo vaglio- sulla scorta delle risultanze della documentazione prodotta –tutti i requisiti richiesti dalla disposizione normativa invocata dalla società istante, art. 7 ter D.Lgs. 286 del 2005, ai sensi del quale: “il vettore di cui all’art. 2, comma 1 lettera b) il quale ha svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, i quali sono obbligati in solido nei limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, fatta salva l’azione di rivalsa di ciascuno nei confronti della propria parte contrattuale”.

Prosegue il Tribunale nella motivazione della sua pronuncia evidenziando come “in atti vi è, anzitutto prova dell’esistenza e dell’entità del credito vantato nei confronti del proprio contraente diretto, il vettore, ammontante a complessivi euro 23.097,72 di cui è stato ingiunto il pagamento con decreto ingiuntivo[..], dichiarato provvisoriamente esecutivo e divenuto definitivo in quanto non opposto (doc..). Di tale somma, euro 7.008,80 costituisce il corrispettivo dovuto dal vettore per i servizi di trasporto eseguiti dall’attrice nell’interesse della società che li ha commissionati al suo vettore contrattuale”. 

E difatti, si legge ancora nella motivazione della sentenza, “che il credito oggetto di causa ammonti a complessivi euro 7.008,80 lo si ricava agevolmente, come suggerito dalla difesa attorea, effettuando l’esame incrociato delle fatture n. XXX e n. XXX che la società attrice ha emesso e che non sono state contestate dal vettore (che infatti non ha opposto il decreto ingiuntivo fondato su quelle fatture), all’interno delle quali sono indicati tutti i riferimenti ai centonovantasei ordini di spedizione delle merci – che parte attrice ha provveduto a depositare in giudizio con i relativi documenti di trasporto predisposti dalla stessa convenuta e che, indicano, per l’appunto, il come committente XXX e come primo vettore XXX( doc..).

A fronte di tali risultanze documentali era preciso onere della convenuta quello di costituirsi in giudizio e di contestare l’an ed il quantum della pretesa di pagamento ex art. 7 ter del D.Lgs 286/2005. Di tal che, non avendolo fatto, la società convenuta va senz’altro dichiarata tenuta a pagare in via solidale con il primo vettore, ai sensi dell’art 7 ter del D.Lgs. 286/2005, il credito maturato dalla società attrice nella misura sopra accertata, a titolo di corrispettivo per prestazioni di trasporto eseguite in suo favore.

Su tale importo il Giudice Vicentino riconosceva inoltre alla società attrice il diritto agli interessi moratori al tasso ex D.Lgs 231/2002 dalla data di scadenza dei vari pagamenti al saldo effettivo e condannava la convenuta alla rifusione delle spese di lite.

 

 Avv. Barbara Tangari