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Giovedi, 27 luglio 2017
Pechino - Rivoluzione Informatica

Pechino - Il Consiglio di Stato guarda al futuro e lancia la rivoluzione

informatica.


 

Il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare, massima espressione del potere esecutivo, ha emanato le linee guida per l’informatizzazione del Paese chiudendo l’anno con uno sguardo rivolto al futuro, “A five-year plan on China’s national Informatization 2016-2020”.

Il piano prevede lo stanziamento di fondi a supporto di diversi ambiti informatici, giudicati come punti nodali per conseguimento dell’obiettivo dell’informatizzazione, in particolare per rete wireless 5G, IPv6, manifattura “smart”, piattaforme cloud e Internet of Things (IoT), in linea con le tendenze americane ed europee.

 

Entro il 2020 il sistema di navigazione satellitare BeiDou (alternativa

cinese al GPS lanciata nel 2000 ed inizialmente solo per scopi militari

interni), avrà copertura globale, sarà reso disponibile dietro pagamento,

ovviamente, ad operatori civili anche esteri e per scopi commerciali; il

numero di satelliti è destinato ad aumentare, sono 35 le unità previste in

orbita per la fine del quinquennio (attualmente il sistema conta di 21

orbitanti).

 

E’ poi in previsione l’istituzione di un database nazionale integrato, che

includa dati provenienti da tutte le amministrazioni locali, le realtà

accademiche ed in generale del settore pubblico, con la volontà di renderlo

consultabile agli utenti.

 

Sempre in tema di amministrazione locale, il piano stabilisce come obiettivo

ideale la digitalizzazione dell’80% dei processi burocratici che interessano

il cittadino.

 

Un particolare riguardo è riservato poi alle zone rurali e più remote della

Cina. Per il 2020, stabilisce la nota ufficiale del Consiglio di Stato, il

40% dei nuclei familiari abitanti nelle zone rurali della Cina

centro-occidentale (province generalmente meno sviluppate rispetto alle zone

costa est) dovranno avere garantito l’accesso alla rete con fibra ottica. In

generale per il servizio internet, la velocità di connessione dovrà essere

accelerata ed il costo diminuito.

 

Il governo auspica inoltre una maggiore interdipendenza tra i servizi

internet, il settore manifatturiero e quello agricolo, nell'ottica di una

razionalizzazione delle risorse. Si impegna nel promuovere l’e-commerce,

realtà già fortemente presente nella Cina odierna, insieme con nuovi modelli

innovativi di business legati all’informatica ed alla rete.

 

Il piano prevede a buona ragione anche un coordinamento della legislazione,

in materia di sicurezza del traffico informatico ad oggi frammentata e

carente, anche in virtù delle emergenze legate alle frodi nel settori delle

telecomunicazioni ed informatico.

 

Il documento, oltre ad elogiare i segmenti ove l’informatizzazione è già

ampiamente avvenuta, non manca di evidenziare i potenziali problemi per il

“sistema Cina” connessi con l’innovazione e lo sviluppo digitale, come

la lentezza di tale sviluppo rispetto ad altre nazioni sviluppate,

la dipendenza cinese alle industrie estere per le tecnologie fondamentali

legate allo sviluppo in tali campi, i limiti economico-geografici dati dalla

predetta scarsa presenza di connessione internet nelle zone remote e rurali,

e, da ultimo, il rischio di esclusione sociale diffusa, in caso di una

crescita troppo repentina del modello innovativo e delle tecnologie legate

ad internet, qualora diventassero principale traino dell’economia,

affrontando quindi il tema del “digital gap”.